Le mani prima delle macchine
Nel 1966 a Torino non esisteva una scuola per massaggiatori sportivi. La fondò Luciano Demaria, nato a San Maurizio Canavese, insieme al Centro di Medicina dello Sport e alla Croce Rossa: la prima in Piemonte. Fu lì che lo notò il medico della Juventus, e nel 1970 entrò nel club come primo massaggiatore. Ci rimase vent'anni, sette giorni su sette, con quindici giorni di stop all'anno.
In quei vent'anni si è occupato dei muscoli di Zoff, Scirea, Cabrini, Gentile, Tardelli e Paolo Rossi — i giocatori che formavano l'ossatura della Nazionale — e per questo la Nazionale lo volle con sé: Mondiali del 1978 in Argentina, del 1982 in Spagna, vinti, e del 1986 in Messico.
La sua idea del lavoro è rimasta semplice: «il muscolo dev'essere elastico». Prevenire prima di curare, preparare il corpo allo sforzo, mai sostituire le mani con le macchine. È un'idea che oggi ha un nome diverso — Metodo CO+ — ma la stessa origine.
