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Ogni settembre la situazione si ripete: bambini e ragazzi ricurvi in avanti sotto il peso di uno zaino carico di libri. È un’abitudine talmente diffusa da sembrare normale, ma la colonna vertebrale in età evolutiva è una struttura delicata che merita attenzione. La buona notizia è che bastano poche regole, e un po’ di consapevolezza, per accompagnare il rientro a scuola proteggendo la postura dei bambini.
Lo zaino scolastico pesante fa male alla schiena dei bambini?
Partiamo da un utile chiarimento: uno zaino pesante non causa la scoliosi. Su questo la comunità medica è concorde: la scoliosi è una deformità strutturale della colonna le cui cause sono in gran parte genetiche o idiopatiche. La prova più semplice è che tutti i bambini portano lo zaino, ma solo alcuni sviluppano una scoliosi evolutiva.
Questo non significa, però, che il peso non conti. Un carico eccessivo può favorire dolori muscolari a schiena, collo e spalle, affaticamento e atteggiamenti posturali scorretti, e può peggiorare situazioni già presenti. Lo zaino va considerato un fattore di rischio da gestire con buon senso, non una causa diretta di patologie. È un’attenzione che vale soprattutto negli anni a cavallo dello sviluppo, particolarmente delicati.
Quanto dovrebbe pesare lo zaino scolastico?
Le indicazioni del Ministero della Salute, riprese da diverse società scientifiche, sono chiare: il peso dello zaino non dovrebbe superare il 10-15% del peso corporeo del bambino. Tradotto in pratica, per uno scolaro di circa 30 chili significa non andare oltre i tre chili e mezzo, mentre per un ragazzo delle medie intorno ai 40 chili il limite sale a circa cinque o sei chili.
In realtà si tratta di numeri che si raggiungono più in fretta di quanto si creda: bastano i libri di testo indispensabili, una borraccia piena e un astuccio ben fornito. Per questo è utile un controllo settimanale del contenuto, che aiuta a lasciare a casa ciò che non serve davvero. Anche le case editrici, ormai da anni, suddividono i testi in fascicoli proprio per alleggerire il carico quotidiano.
Come scegliere e indossare correttamente lo zaino scolastico?
Oltre al peso, conta moltissimo come lo zaino è fatto e come viene portato. Le caratteristiche di uno zaino “sano” sono semplici e fanno una grande differenza:
- schienale semi-rigido o rigido, per evitare che i libri premano sulla schiena;
- spallacci larghi e ben imbottiti, regolabili;
- dimensioni proporzionate: uno zaino troppo grande invoglia a riempirlo;
- eventuale cintura lombare o pettorale, che aiuta a distribuire il peso.
La regola d’oro riguarda però il modo di indossarlo: lo zaino scolastico va trasportato sempre su entrambe le spalle, mai su una sola, perché il trasporto monospalla sbilancia la colonna ed è uno degli errori posturali peggiori. All’interno, i libri più pesanti vanno posizionati vicino alla schiena, così da mantenere il carico aderente al corpo ed evitare che il bambino sia costretto a inclinarsi in avanti per compensare.
Postura a scuola e movimento
C’è un aspetto spesso trascurato su cui gli esperti concordano: conta di più la postura mantenuta in classe, per molte ore al giorno, che non il breve tragitto casa-scuola con lo zaino in spalla. Sedie inadeguate, posizioni fisse e prolungate e sedentarietà sono i fattori che davvero incidono sulla schiena in crescita. Una buona postura da seduti prevede piedi ben appoggiati a terra, schiena sostenuta e schermo o quaderno all’altezza giusta per non piegare il collo in avanti.
La migliore prevenzione, in ogni caso, resta il movimento. Un’attività fisica regolare costruisce un “busto muscolare” di sostegno che permette alla colonna di gestire meglio anche il peso dello zaino: un corpo allenato sopporta il carico molto meglio di un corpo sedentario. Vale quindi la pena curare le abitudini posturali e motorie nel loro insieme. Per chi vuole approfondire il legame tra abitudini quotidiane e tensioni, è utile l’articolo su postura e dolori cervicali. Le raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria sono riassunte in questo approfondimento del Sole 24 Ore.
Mal di schiena nei bambini. Quando rivolgersi all’osteopata
In età evolutiva l’osteopatia può accompagnare la crescita con un approccio dolce e rispettoso, valutando eventuali squilibri posturali e tensioni e favorendo un buon equilibrio del corpo durante una fase di grandi cambiamenti. Non si tratta di correggere a tutti i costi, ma di osservare e sostenere lo sviluppo, sempre in dialogo con il pediatra, soprattutto se il bambino lamenta dolori ricorrenti o assume posizioni asimmetriche.
È la stessa attenzione che dedichiamo ai più piccoli fin dai primi mesi di vita, come raccontiamo nell’articolo dedicato all’osteopatia e plagiocefalia. Un’eventuale asimmetria delle spalle o del torace, in particolare nella fase puberale, andrebbe comunque sempre segnalata al pediatra e, se necessario, allo specialista.
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Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del pediatra. Per qualsiasi dubbio sulla salute del bambino, rivolgiti sempre al pediatra.